Le mani sanno ancora fare”, a Bagno a Ripoli la mostra fotografica dedicata ai malati di Alzheimer

Mani che suonano il piano, che cuciono e disegnano la trama di un ricamo. Mani che si stringono in segno di affetto, in un abbraccio. Sono quelle degli anziani pazienti della Rsa fiorentina “Le Civette”, immortalate in una serie di scatti che da venerdì 4 maggio saranno in mostra alla Biblioteca comunale di Bagno a Ripoli (via di Belmonte 38): l’inaugurazione alle 15.30 alla presenza del sindaco Francesco Casini, nell’ambito di una giornata di iniziative dedicate al tema dell’Alzheimer, patologia che interessa gran parte dei protagonisti dell’esposizione.

“Le mani sanno ancora fare” il titolo della rassegna fotografica,  organizzata dal Comune di Bagno a Ripoli insieme ad Aima Firenze, la cooperativa sociale Nomos e con il patrocinio della Azienda Usl Toscana Centro.

Ad ideare la mostra, che dopo la permanenza presso la Biblioteca comunale (presenza conclusasi a maggio), farà tappa nelle Rsa del territorio ripolese a partire dalla residenza “Masaccio”, sono state tre operatrici della Rsa “Le Civette”: l’assistente sociale Beatrice Rovai, la coordinatrice della residenza per anziani Angela Bartoli (autrici degli scatti), e la coordinatrice del centro diurno Alzheimer Iole Zilli (autrice di alcune parole che accompagnano le immagini).

Una trentina gli scatti in esposizione, raffiguranti una decina di soggetti. O meglio, le loro mani.

Screenshot_20180616-083030.jpgIntente a dipingere, piene di colori, “armate” di uncinetto, oppure alle prese con i tasti di un pianoforte o con un tamburello. Mani di anziani in gran parte disabili o affetti da demenza, ma ancora abili nello svolgere piccole attività quotidiane, mani – come dice il titolo – che “ancora sanno fare”.

Una sezione della mostra è dedicata alla mani che esprimono sentimenti, ai gesti di affetto: ecco allora dita che si intrecciano, o uno struggente abbraccio ad una bambola.

“Il progetto – spiegano le ideatrici – è nato osservando gli anziani ospiti della Rsa, divisi equamente tra uomini e donne, durante le attività ricreative come l’arte-terapia e la musico-terapia. Ci siamo rese conto che, nonostante la disabilità e la mancanza di cognizione di alcune persone, le loro mani continuavano a saper fare. Le abbiamo volute ritrarre così, mentre suonano o svolgono lavori manuali, come se andassero da sole, quasi in automatico, memori di attività che hanno fatto per tutta la vita e continuano a fare a dispetto della malattia, come rammendare una calza o cucire”. “Ospitiamo questa mostra con vero piacere – dicono il sindaco Francesco Casini e la vicesindaca con delega al sociale Ilaria Belli -. Diventa sempre più importante nella nostra società affrontare il tema delle malattie degenerative come l’Alzheimer che cambiano per sempre la vita non solo della persona che ne è colpita ma dell’intera famiglia, con costi umani e sociali enormi. Fondamentale lavorare sulla prevenzione e l’informazione”.

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