Plurisensorialità. Cosa può legare i bellissimi lavori della mia amica Patrizia al ristorante di Mosca che occupa una delle prime posizioni nella guida “World’s 50 Best restaurants”? La mia risposta: il cielo stellato

Quali filo unisce gli stupendi mosaici fatti con tappi di bottiglia ad uno dei più importanti e avveniristici ristoranti del mondo?

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La risposta che provo a dare io ad una “sollecitazione “da me stesso creata è che vedendo le immagini di questo ristorante che sovrasta Mosca si è immersi nella luce e nell’attenzione agli accostamenti cromatici così come i nostri follower hanno già potuto vedere nei mosaici di Patrizia  che ho  presentati in uno dei post di alcuni giorni fa.

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Mosaico che ho scelto non a caso perchè riproduce il famoso dipinto di Vincent Van Gogh ” La notte stellata”

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E in questo luogo magico che tra le altre focalizzazioni visive presenta  una specie di caminetto a colori cangianti che si ispira a libro ( e film) “Alice nel Paese delle meraviglie” il soffitto trasparente si può ben dire che sia a cielo stellato. Il cielo che è sempre sopra di noi ma che vediamo solo quando è possibile. Il cielo che è radicato ancestralmente nei sogni dell’uomo e quindi da condividere anche con chi ha minori possibilità per vederlo. Ecco perchè nei. progetti di spazi plurisensoriali noi riteniamo così importante inserire questa componente. E questo senza voler rinfocolare mai sopite polemiche con chi sostiene che lavorare sui soffitti delle stanze sensoriali sia un optional.

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